Come si concilia 2 Pietro 2:20-22 col principio riformato della perseveranza dei santi?




"Quelli infatti che sono fuggiti dalle contaminazioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, se sono da queste di nuovo avviluppati e vinti, la loro ultima condizione è peggiore della prima. Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, anziché, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato loro dato. Ma è avvenuto loro ciò che dice un vero proverbio: «Il cane è tornato al suo vomito», e «la scrofa lavata è tornata a voltolarsi nel fango»" (2 Pi. 2:20-22).

Se rifletti bene sulla natura di queste persone, noti che esse sono dette essere cani e porci che ritornano al vomito e nel fango. In queste persone, benché possa essere avvenuto una certa illuminazione superficiale della mente, non c'è mai stata un'opera di rigenerazione vera e propria, perché altrimenti non sarebbero "cani" che "ritornano" al loro vomito, né "porci" che "ritornano" a voltolarsi nel fango.

I rigenerati sono persone la cui natura viene CAMBIATA! Essi non sono né cani né porci, ma diventano PECORE!

E la pecora ode il Pastore e Lo segue (Giovanni 10:27-29), anche se temporaneamente può sviarsi e mettersi in pericolo – ed in quel caso il Pastore va loro in cerca e non si dà pace finché non le trova e riporta nel gregge (Luca 15:4).

(FDL)