PSYOP

Operazioni psicologiche, guerra elettronica, attacco informativo, controinganno e inganno militare


Il termine "psyop" deriva dal termine inglese "psychological operations" e designa operazioni psicologiche finalizzate alla "conquista delle menti". Nascendo come strumento di strategia militare, esso si propone di diffondere e far credere ad una popolazione, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, ciò che può meglio servire per conseguire i propri obiettivi di potere militari, politici ed economici. Essa influisce su credenze e comportamenti. La psyop manipola ad arte informazioni e verità, confondendo, e stravolgendo.

Le psyop "sono ideate per trasmettere indizi e informazioni selezionati ai leader e al pubblico, allo scopo di influenzarne le emozioni, gli stimoli, le motivazioni obiettive e infine il comportamento", mentre "l'inganno militare confonde gli avversari, portandoli ad agire in base all'obiettivo dei suoi artefici".

Precursore
della psyop è il cinese Sun Tzu, grande teorico militare cinese dell’antichità, vissuto presumibilmente negli stessi tempi di Confucio - ovvero tra il 551 ed il 479 a.C., autore de “L’arte della Guerra”. Questi si proponeva di valutare e teorizzare l’importanza del fattore psicologico militare sul campo di battaglia. Diceva: "…..il massimo dell’abilità consiste nel piegare la resistenza del nemico senza combattere!”, "Tutte le operazioni di guerra sono basate sull'inganno".

Questa scienza è stata rivalutata ed utilizzata soprattutto dagli USA che hanno raggiunto e mantenuto una netta leadership nel settore sotto tutti i punti di vista (dottrinale, addestrativo, tecnico, ecc.) tanto da farne non solo un punto di forza per loro stessi, ma una risorsa da condividere con gli alleati. I passi da gigante fatti nel campo delle scienze comportamentali, che ora ci consentono di conoscere e comprendere cosa c’è alla base di certi modi di fare, combinati con gli strepitosi sviluppi nella sfera della comunicazione di massa, hanno di gran lunga moltiplicato le capacità ed il valore intrinseco della psyop.

Le operazioni psicologiche furono usate estensivamente nel corso della Seconda Guerra Mondiale. In quel periodo le trasmissioni radio divennero uno dei mezzi principali di disseminazione di propaganda al nemico. La psyop è stata pure estensivamente usata nella guerra di Corea e del Vietnam, come pure nella Guerra del Golfo. Come tali vengono definite: "Le operazioni psicologiche militari sono l’insieme di prodotti e/o azioni che condizionano o rafforzano attitudini, opinioni ed emozioni di specifici target quali governi di Paesi stranieri, organizzazioni, gruppi o singoli individui alfine di indurli a comportarsi in modo tale da supportare gli obiettivi della politica statunitense". Nel caso, della superpotenza USA sarà molto probabile che futuri, ipotetici avversari
riterranno più opportuno tentare un sovvertimento dei suoi obiettivi di politica estera attraverso l’uso di sofisticata propaganda – sia nei confronti della propria popolazione sia dell’opinione pubblica internazionale – piuttosto che a mezzo di un confronto diretto in campo militare.

La NATO la definisce così: “Pianificate attività psicologiche, condotte in pace ed in guerra, dirette ad un uditorio, amico, nemico o neutrale, al fine di influenzarne attitudini e comportamenti che, altrimenti, potrebbero compromettere il raggiungimento di obiettivi politici e militari. Esse comprendono le attività psicologiche strategiche, le operazioni psicologiche di consolidamento e le attività psicologiche proprie del campo di battaglia”.

Vivendo nella cosiddetta Information Age, si osserva incessante l’insorgere di mezzi sempre più sofisticati per la disseminazione mediatica, spesso sempre più vicina al “tempo reale”. La conclusione che se ne trae è semplice: dare, o negare, informazioni è fonte di enorme potere.

Alle PSYOP si può guardare anche da prospettive diverse dai canoni tradizionalmente militari nei quali le si fanno normalmente rientrare. Per introdurre questo concetto è forse opportuno ripartire da un’altra definizione, tra le tante, di PSYOP: manipolazione della psiche di un avversario o di un gruppo attraverso informazioni, disinformazione, propaganda. Ciò coinvolge la gestione della percezione del singolo o del gruppo che si pone come “obiettivo” dell’azione di PSYOP, il controllo del loro pensiero e delle loro aspirazioni. Le PSYOP operate da più o meno credibili “avversari” condizioneranno il nostro modo di pensare e di reagire agli eventi.

Gestione della percezione, capacità di creare falsi allarmismi, propaganda: materiale di prim’ordine per chi si interessa di psyop.


La madre di tutte le bugie [una bugia ripetuta tante volte finisce per essere accettata come verità].