Antichi sentieri abbandonati


transumanza.jpgCosì dice l'Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, e domandate dei sentieri antichi, dove sia la buona strada, e camminate in essa; così troverete riposo per le anime vostre». Ma essi rispondono: «Non cammineremo in essa»” (Geremia 6:16).

Sulle nostre montagne ci sono sentieri tracciati dai nostri antenati e che sono stati abbandonati. Non servono più, ci dicono. Troppa fatica, troppa lentezza, non sono pratici. La vita degli antichi montanari non è più la nostra... Oggi ci sono i tunnel tagliati sotto le montagne, le autostrade, i treni veloci, le grandi città... E’ il progresso. Tutti corrono, tutti insieme. Che “bella compagnia”! E’ facile, è popolare, è “la cosa da fare”. Tutti corrono... Ma dove corrono? Verso il disastro finale. In tutti i sensi.

Anche la Chiesa valdese (insieme ad alcune altre) ha in gran parte abbandonato i sentieri antichi. Questi sentieri al massimo si possono mostrare in un bel museo... Ci dicono che “si è evoluta” rispetto al passato, che la fede dei nostri antenati “è superata”, che la Bibbia (se mai ancora per loro avesse un qualche valore reale) deve essere reinterpretata per adattarla al pensiero moderno... Ci dicono che dobbiamo correre insieme agli altri “in sintonia con i tempi”. Allora ecco che vorrebbero che noi abbracciassimo le ideologie del momento...

Dove stanno correndo? Verso il disastro finale.

La modernità ha sicuramente dei vantaggi, ma la fede di Valdo da Lione e di Giovanni Calvino non è affatto superata. Le antiche confessioni di fede non erano “legate al loro tempo”, ma riassumevano principi eternamente validi proteggendoci da errori sempre ricorrenti.

Noi vogliamo ripulire, mantenere e ripercorrere quei sentieri antichi e non correre con le masse verso il baratro. Vogliamo “risalire sulle vette” e non “andare a picco” con tutti gli altri.

Non importa se siamo pochi. E’ nostra determinazione, così “domandare dei sentieri antichi” e “camminare per essi”, non importa se siano duri, difficili, non pratici ed impopolari e, se sono stati abbandonati, “fare volontariato” e ripararli, farne manutenzione.
  • E’ la via della fedeltà alla Parola di Dio, per quanto ostica ci possa sembrare, e “combattere strenuamente per la fede, che è stata trasmessa ai santi una volta per sempre” (Giuda 3).
  • E’ la via del non conformismo a questo mondo: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:2).
  • E’ la via dell’abnegazione: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda la sua croce e mi segua”; “...chi non porta la sua croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo” (Luca 12:47).
  • E' la via della conoscenza e del discernimento: "La saggezza dell'uomo accorto sta nel discernere la propria strada; ma la follia degli stolti non è che inganno" (Proverbi 14:8); la via della maturità spirituale: "il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell'uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male" (Ebrei 15:4).
  • E’ la via dell’ordine e della disciplina: “perché Dio non è un Dio di confusione, ma di pace” (1 Corinzi 14:33); “ogni cosa sia fatta con dignità e con ordine” (1 Corinzi 14:40).

Abbiamo bisogno di gente coraggiosa che dica di no ad una chiesa che segue l’andazzo di questo mondo e lavori per un'alternativa degna dei suoi antenati. Noi siamo tornati ad incamminarci su quei sentieri antichi. Se vuoi unirti alla nostra compagnia sei più che benvenuto. Non ti promettiamo che sarà facile, ma per la grazia e la forza che Dio ci dona arriveremo alla meta.

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