Atti 13:48

Ogni sorta di sofismi sono state usati per aggirare "l'ostacolo" di quanto Atti 13:48 chiaramente. Essi però non reggono ad una semplice analisi grammaticale priva di pregiudizi.
NR

Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.
CEI

Nell'udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna.
ND

I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.
RIV

E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero.
DIO

E i Gentili, udendo queste cose, si rallegrarono, e glorificavano la parola di Dio; e tutti coloro ch'erano ordinati a vita eterna credettero.
A queste traduzioni possiamo aggiungere:

"Sentendo queste cose i pagani si rallegrarono molto e si misero a lodare la parola del Signore. Tutti quelli che erano destinati alla vita eterna diventarono credenti" (TILC).
"Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero" (Bibbia CEI 2008).
"Audientes autem gentes gaudebant et glorificabant verbum Domini, et crediderunt, quotquot erant preordinati ad vitam eternam" (Nova Vulgata).

1) Coloro che si oppongono alla dottrina biblica della predestinazione affermano che "ordinati" dovrebbe essere meglio inteso come "disposti a", per cui: giungono ad abbracciare la fede quei Gentili (i pagani) che sono disposti interiormente ad ottenere vita eterna. Chi li ha "disposti"? Si sarebbero disposti da soli, o sarebbero essi stessi "caratterialmente inclini", "adatti" alle questioni di vita eterna.

2) Coloro che, invece, credono che "l'ordinazione a vita eterna" avvenga dopo che liberamente una persona ha "scelto Cristo" e quindi, ammettendo il concetto di "preordinazione", il significato sarebbe che Dio li avrebbe "ordinati", scelti, ai fini della salvezza sulla base della loro fede (fede a cui sarebbero arrivati sulla base della loro libera decisione) che così diventa il loro titolo di merito che guadagnerebbe la loro l'elezione o "la mano che spontaneamente riceve il dono".

La prima interpretazione non è supportata dalla maggior parte delle traduzioni, salvo quella dei Testimoni di Geova (!), la seconda interpretazione non è coerente con tutto l'insegnamento del Nuovo Testamento e lo stesso significato di grazia, la quale è sempre gratuita e non condizionata da alcunché, nemmeno dalla fede né tanto meno dalla loro spontanea inclinazione favorevole a Cristo. "Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia" (Romani 11:6).

In ogni caso, la semplice analisi grammaticale del nostro testo parla di preordinazione da parte di Dio, la quale genera, causa, la loro fede.

Ecco il versetto originale:

ἀκούοντα δὲ τὰ ἔθνη ἔχαιρον καὶ ἐδόξαζον τὸν λόγον τοῦ κυρίου, καὶ ἐπίστευσαν ὅσοι ἦσαν τεταγμένοι εἰς ζωὴν αἰώνιον·

Il versetto inizia dicendo che "udendo" (participio presente attivo] essi hanno cominciato a fare qualcosa: a rallegrarsi, a glorificare la Parola di Dio e ad abbracciare la fede. Di fatto, come afferma l'Apostolo: "la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo" (Romani 10:17).

Quanti hanno abbracciato la fede cristiana dopo aver udito la predicazione dell'Evangelo? "Tutti quelli che erano ordinati (destinati, preordinati) alla vita eterna".
Chi sono? "Tutti quelli" (ὅσοι), una certa quantità, un certo numero, come in: "tutti quelli che lo toccarono furono guariti" (Matteo 14:36); "tutti quelli che avevano qualche malattia gli si precipitavano addosso per toccarlo" (Marco 3:10); "non c'era nessun bisognoso tra di loro; perché tutti quelli che possedevano poderi o case li vendevano, portavano l'importo delle cose vendute" (Atti 4:34).

"τεταγμένοι" è participio passato perfetto passivo. È usato sei volte nelle Scritture, e tre volte nel libro degli Atti:

Atti 13:48 "Infatti Gli stranieri, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la Parola di Dio; e tutti quelli che erano ordinati a vita eterna, credettero"
Atti 15:2 "E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso [fu ordinato] che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione".
Atti 22:10 "Allora dissi: 'Signore, che devo fare?' E il Signore mi disse: 'Àlzati, va' a Damasco, e là ti saranno dette tutte le cose che ti è ordinato di fare'"

In tutti questi casi l'azione è espressa in modo passivo. In Atti 15:2 Paolo e Barnaba ubbidiscono ad una decisione presa da altri (la chiesa), in Atti 22:10 Gesù ordina a Saulo di sottostare a ciò che altri avranno stabilito per lui. Lo stesso deve essere inteso in Atti 13:48 "era stato stabilito che essi fossero destinati a vita eterna, e quindi credono", un agente esterno aveva decretato per loro la salvezza (Dio) e quindi, grazie a Lui, in forza di questo fatto, giungono alla fede, perché la fede è conseguenza necessaria dell'elezione, o meglio, la fede è la via attraverso la quale gli eletti è stabilito che giungano alla salvezza.

Per gli altri due testi nessuno si sognerebbe di dire che il testo affermi che Paolo e Barnaba ordinino a sé stessi, stabiliscano di propria iniziativa di salire a Gerusalemme, o che Paolo decida egli stesso ciò che dovrà fare a Damasco.


"τεταγμένοι", è participio passato perfetto passivo di τάσσω

che significa: assegnare, arrangiare, determinare, stabilire, ordinare, insediare una persona ad un ufficio o posizione. Il nostro verbo appare nel tempo perfetto, cioè indica un'azione verbale completata avvenuta nel passato ma che produce uno stato dell'essere, che comporta dei risultati nel presente, indica uno stato attuale che è il risultato di qualcosa avvenuto nel passato. È poi nel modo passivo, significando che il soggetto è qualcuno o qualcosa che riceve un'azione. Ecco così che quei Gentili sono considerati qui come oggetto dell'azione di qualcun altro che per loro ha stabilito qualcosa, cioè la vita eterna. Chi? Ovviamente da nessun altro che Dio.

"ἐπίστευσαν " è un vero, terza persona, plurale, aoristo, indicativo, attivo, da: " πιστεύω" credere, aver fiducia, affidarsi. Il tempo aoristo implica azione immediata, senz'alcun riferimento a processi di sorta. Nel modo indicativo, l'aoristo di solito si riferisce ad un tempo antecedente al verbo principale. Afferma così un semplice fatto, un'affermazione. Quando è poto nel modo indicativo, allora è un verbo "al passato". È poi un verbo attivo, il soggetto svolge l'azione indicata dal verbo o si trovano nello stato indicato dal verbo. È così che quei Gentili eseguono l'azione di credere o sono "in stato di fede".

Il punto, così, è non è che la fede abbia causato "l'ordinazione", ma che "l'ordinazione" ha causato la fede. Dato poi che il verbo è passivo, si può dire che essi non ne siano stati responsabili: Dio è stato Colui che ha ordinato, stabilito per loro la vita eterna. Inoltre, in quanto il verbo"ordinato" è al tempo perfetto, l'azione è accaduta ed è stata completata nel passato ed ha una conseguenza per la condizione presente.

Tutto questo, così, combacia con la prospettiva più vasta della Scrittura, laddove essa parla di un'elezione avvenuta "sin dalla fondazione del mondo" (Matteo 25:34; Efesini 1:4; Apocalisse 13:8 e, in negativo, Apocalisse 17:8).

Le traduzioni italiane convengono tutte sulla preordinazione divina, salvo quella dei Testimoni di Geova che, in quel versetto afferma: "Udendo ciò, quelli delle nazioni si rallegravano e glorificavano la parola di Geova, e tutti quelli che erano giustamente disposti per la vita eterna divennero credenti".

Sulla dottrina biblica della predestinazione vedasi i saggi dettagliati presenti in questo sito.