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L'assertività cristiana



Il cristiano deve sempre essere umile e remissivo, oppure deve farsi valere quando è necessario? Deve sopportare pazientemente i torti che gli rivolgono in silenzio e senza reagire? Deve "voltare sempre l'altra guancia"? Il cristiano è forse "uno zerbino umano" perché questo il carattere che gli insegnerebbe Cristo? Deve dire di sì anche quando intende no? Tiene per sé la sua opinione per paura che il confronto con altri causi conflitti? Trova spesso che altri lo costringono a pensare a loro modo e non dice nulla "per amor di pace"? Non potrebbe forse esprimere i suoi sentimenti positivi o negativi che siano in modo aperto ed onesto? Magari lo fa per un po', ma più tardi "esplode", perde il controllo e si arrabbia contro coloro che sembrano non prenderlo in dovuta considerazione.

Umiltà e "farsi valere" è una falsa alternativa. La Bibbia insegna chiaramente quello che sempre di più oggi viene denominato "assertività". Un comportamento assertivo è quello della persona che è capace a farsi valere, ad esprimere i propri bisogni e i propri diritti, le proprie sensazioni positive o negative, la propria personalità, senza violare i diritti ed i limiti altrui, senza assumere comportamenti passivi o aggressivi. Significa imparare con il dovuto modo a farsi valere, a farsi rispettare, a fare rispettare i propri diritti e opinioni. Da cui l'assertività è il possesso di quelle abilità cognitive e comportamentali che gli consentono di farlo.

Umiltà, mitezza, mansuetudine, sono caratteristiche del carattere cristiano (ed è un "bel carattere"), ma esse non hanno a che fare con un comportamento remissivo, quello, cioè, di quella persona che è fin troppo disposta (acriticamente) all’obbedienza e alla sottomissione, che è arrendevole, chi si sottomette con troppa condiscendenza alla volontà altrui, che cede facilmente, che è condiscendente, che rinuncia a far valere i propri diritti, che non reagisce alle umiliazioni. Da quest’aggettivo deriva il termine remissività e remissione, definita come la rinuncia a far valere la propria volontà, i propri interessi o desideri. Sinonimo è il termine arrendevolezza. Essa può essere talvolta utile quando si decide di essere così, a seconda delle circostanze, per esprimere amore o perché così si ritiene che meglio si dia gloria a Dio, ma il cristiano sa essere forte, coraggioso, fermo, franco e deciso. Sa anche opporsi e dire di no. Sia per la prima caratteristica che per la seconda bisogna imparare, così, a discernere quando è necessaria, giusta ed utile.

In sintesi: l’assertività è la capacità di formulare e comunicare i propri pensieri, opinioni e desideri in maniera chiara, diretta e non aggressiva. L’incapacità di farsi valere o di comunicare chiaramente, può impedirci, infatti, di realizzare il nostro potenziale e di raggiungere gli obiettivi che ci pone la Parola di Dio.


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