DEFINIZIONE DI TERMINI



La mente. Il termine mente è quello utilizzato più comunemente per descrivere le più alte funzioni del cervello umano, in particolare quelle di cui gli uomini sono soggettivamente coscienti, quali la personalità, il pensiero, la ragione, la memoria, l’intelligenza e l’emozione. Sebbene alcune specie animali condividano con l’uomo alcune di queste facoltà, il termine è di solito impiegato a proposito degli esseri umani. [WikiPedia].

La psiche. La psiche indica l'insieme dei processi e delle funzioni sensoriali, intellettive, affettive, volitive, ecc.che danno all'individuo autocoscienza (esperienza di sé), determinandone l'agire e della realtà. Nel pensiero greco antico corrisponde all’anima, originariamente identificata con il soffio vitale.

L'anima. Dal greco "psyche" (respiro). Il principio immateriale della vita, concepito come origine delle attività spirituali e della coscienza umana. Essa è la sede morale ed emozionale dei sentimenti ed è da distinguersi dalla mente. Questo termine comporta diversi significati, inclusi: la sede della personalità, l'individuo o la persona stessa, la parte immateriale di un essere umano, ecc. Fra i cristiani, i dicotomisti credono che una persona sia composta da anima e corpo; i tricotomisti credono che una persona consista di corpo, anima e spirito. Entrambi sostengono la loro tesi sulla base di testi biblici.

La psicologia. Il termine psicologia deriva dal greco psyche spirito, anima (ma anche farfalla) e logos, discorso, studio: quindi studio dello spirito o dell'anima il cui significato, protrattosi immutato dall'antica Grecia al XIX secolo, è cambiato radicalmente negli ultimi cento anni, adeguandosi alle nuove prospettive e alla moderna metodologia. La psicologia moderna può essere definita come la scienza che studia i rapporti che intercorrono tra un essere vivente (essere umano, ma anche animale) e l'ambiente in cui esso vive. Tali rapporti si possono solitamente esprimere in termini di esperienza e comportamento. Altri considerano la psicologia come una particolare scienza che si occupa della soggettività umana. La psicologia moderna è una scienza molto variegata, i cui metodi vanno da quelli strettamente sperimentali (di laboratorio o sul campo) a quelli etnograficamente orientati (ad esempio: alcuni approcci della psicologia culturale); da quelli strettamente individuali (ad esempio: vari studi di psicofisica, la psicoterapia individuale) a metodi con una maggiore attenzione all'aspetto sociale (ad esempio: vari studi di psicologia del lavoro condotti tramite i cosiddetti 'focus group'). Queste diversità di approccio hanno causato un proliferare di discipline psicologiche, che tendono a sostenere diverse vedute. [WikiPedia].

Disturbi mentali. Sindromi o condizioni psicologiche e comportamentali che deviano significativamente da quelle caratteristiche delle persone che godono di buona salute mentale. In diversi periodi storici e in tutte le culture sono stati riscontrati problemi relativi al pensiero, ai sentimenti e al comportamento. Nei tempi passati, i disturbi mentali erano considerati perlopiù derivanti da cause soprannaturali o non naturali, opera di spiriti diabolici o della depravazione umana. Dopo timide apparizioni nel XVI e XVII secolo, tuttavia, lo studio della mente umana, poi chiamato psichiatria, acquistò pieno riconoscimento nel 1790. In questa data il medico parigino Philippe Pinel abolì il contenimento fisico per i malati mentali, istituì il trattamento morale (psicologico) e diede avvio agli studi clinici oggettivi. In seguito, attraverso il lavoro clinico con ampi campioni di pazienti, si definirono i principali tipi di disturbi mentali e si svilupparono tecniche di trattamento differenziate. La maggior parte dei sistemi di classificazione dei disturbi mentali distingue i disturbi caratteristici dell'infanzia (incluso il ritardo mentale) da quelli dell'adulto, e i disturbi organici (riferibili ad alterazioni cerebrali o somatiche) da quelli non organici (riferibili a cause psicologiche). Un'altra distinzione importante nell'ambito dei disturbi mentali è quella tra disturbi psicotici (in cui è alterato il rapporto del soggetto con la realtà circostante) e nevrotici (in cui il livello di menomazione del rapporto con la realtà è meno grave). In realtà, a causa dei problemi concettuali che permangono a proposito del termine nevrosi, solo l'ICD-10 ha conservato questa dizione, specificandone l'eterogeneità. [Encarta].

La psichiatria. La psichiatria è quella branca della medicina che si occupa dello studio, la diagnosi, la cura e la prevenzione dei disturbi e delle malattie mentali. La parola "psichiatria" deriva da due parole greche: psyche (che significa anima), e iatros (che significa medico o medicina). La parola "psichiatria" significa, quindi "medicina dell'anima". Lo psichiatra è un medico specializzato in psichiatria.
----

La psicoanalisi. Termine coniato nel XX secolo unendo le parole psico e analisi (sul modello tedesco di psychoanalyse); definisce una particolare teoria psicologica che propone un modello di funzionamento della mente e dei processi psichici dell'uomo da un punto di vista dinamico, con particolare enfasi sull'inconscio, i sogni e la sessualità infantile; è usato anche per indicare il metodo terapeutico che in quella teoria ha le sue basi, appunto il metodo psicoanalitico. E' stata originalmente elaborata da Sigmund Freud (1856–1939) che si fonda sulla ricerca e sull’analisi dei conflitti tra le diverse sfere della psiche, sull’interpretazione dei processi mentali inconsci e sul significato che tali processi possono avere nei comportamenti dell’individuo. Essa si è sviluppata e modificata con il contributo di studiosi di diversa nazionalità ed ha molto contribuito, alla formazione della filosofia moderna La psicoanalisi si pone come scopo precipuo quello di individuare le cause delle nevrosi non in rapporto a specifici fatti traumatici accaduti in un passato più o meno remoto, ma in funzione di una possibile e complessiva distorsione della personalità conseguente ad un disarmonico sviluppo dell'istinto. Oltre che un metodo di cura, la psicoanalisi è anche una metapsicologia, ovvero una teoria del funzionamento della mente umana. [WikiPedia].

Definizioni professionali operatori sulla mente


Lo psicologo. E' un professionista che può fare interventi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno rivolte all'individuo, al gruppo, alla comunità. È un professionista che, dopo la Laurea in Psicologia, ha superato l'esame di Stato e si è iscritto all'Albo Professionale della sua Regione, per poter esercitare la professione. Se non ha l'iscrizione all'Albo, è come un laureato in altra disciplina, ad esempio in Legge, che può insegnare o fare altro, ma non è avvocato. Quindi il mestiere di psicologo non si improvvisa, ma è frutto di un percorso di studi formativo e impegnativo. Lo psicologo può fare diagnosi, valutazioni, interventi di prevenzione, ma non "cura". Non utilizza farmaci come metodologia di lavoro. [Diz. "studioso di psicologia; chi analizza scientificamente e professionalmente i vari aspetti e manifestazioni della psiche"].

Gli strumenti utilizzati per lo svolgimento di tale professione sono principalmente le metodologie e tecniche di valutazione e d’intervento quali il colloquio clinico, i test d’indagine sulla personalità, l’osservazione sistematica centrate sul gruppo. Utilizza inoltre strumenti d’intervento psicosociale, quali la promozione e la sensibilizzazione su temi specifici, le indagini sul territorio, le analisi organizzative dei servizi socio sanitari e la formazione degli altri operatori. Lo psicologo opera nei servizi di salute mentale, negli ospedali, nei consultori, nei servizi materno-infantili, nelle comunità per tossico-dipendenti, nei servizi di neuropsichiatria infantile, nei centri di riabilitazione, nelle scuole, nell’orientamento scolastico-professionale, nelle aziende, nelle università, negli istituti di ricerca e in tutte quelle strutture pubbliche e private abilitate a effettuare consulenza psicologica. Lo psicologo si rapporta con educatori, medici, fisioterapisti, logopedisti, coordinatori di servizi in ambito sanitario, con pedagogisti e insegnanti.

Lo psicoterapeuta è un professionista che ha proseguito il percorso di formazione, di cui l'Ordine ha riconosciuto la validità iscrivendolo all'Elenco degli psicoterapeuti. E' chi "cura", che lavora per eliminare il sintomo, la patologia, il disagio e aiutare la persona a tornare ad una condizione di benessere, magari migliore di quello precedente. Non utilizza farmaci per lavorare con le persone, benchè possa prevedere la combinazione di psicoterapia e psicofarmacologia. Con la normativa attuale, può essersi specializzato dopo una Laurea in Psicologia o Medicina. [Diz. "medico, psicologo o psicoanalista specializzato nella pratica della psicoterapia].

Lo psicoanalista è un professionista che ha seguito una formazione analitica, freudiana o post freudiana (classicamente lavora col lettino); l'esplorazione dell'inconscio è finalizzata ad un migliore adattamento al presente e ad una migliore conoscenza di sé. [Diz. "medico specializzato nella pratica della psicoanalisi"].

Lo psichiatra, invece, è una persona laureata in medicina che ha ottenuto la specializzazione in psichiatria. Le pratiche reali dello psicologo clinico e dello psichiatra si sovrappongono considerevolmente; tuttavia lo psichiatra ha competenze diverse dallo psicologo, in quanto essendo un medico può, per esempio, prescrivere farmaci. Gli Psichiatri possono essere anche Psicoterapeuti. [Diz. "medico specializzato in psichiatria; studioso di psichiatria"].

Il neurologo. Anche il neurologo è obbligatoriamente laureato in medicina e chirurgia, e la sua successiva specializzazione è in neurologia. Come medico può sostenere un corso quadriennale in psicoterapia ed ottenerne l'autorizzazione, altrimenti, nonostante la specializzazione in neurologia, non è abilitato all'esercizio della psicoterapia. Il neurologo si dedica a quelle disfunzioni dove è compromesso il funzionamento del sistema nervoso o in quelle situazioni d’abnorme sviluppo neurologico o di evoluzione patologica. E' dunque un professionista che interviene sul versante prettamente organico del sistema nervoso, correggendone i difetti o favorendo il ripristino funzionale. Appare evidente come essa sia la figura meno indicata per l'accoglienza e la comprensione di disagi psicologici e non sia in grado, né possa, emettere diagnosi psicologica. Le modalità di trattamento del neurologo sono farmacologiche e chirurgiche (neurochirurgia). [Diz. "medico specializzato in neurologia"; Neurologia: "branca della medicina che studia l’anatomia, la fisiopatologia e la chimica del sistema nervoso | impropr., neuropatologia | in un ospedale, reparto specialistico per la cura di disturbi nervosi"],

Il counsellor è una figura in via d’ufficializzazione, in Italia, mentre all'estero è già ampiamente affermata, e può essere definita come quella figura esperta nella relazione d'aiuto. Non in un contesto psicopatologico quindi, ma l servizio della normalità dell'individuo, per aiutarlo al miglior uso delle risorse personali e ambientali al fine di raggiungere e mantenere il benessere. Il counsellor può non essere laureato in medicina o psicologia e deve seguire un corso specifico in counselling. La capacità e competenza di counselling appartengono anche allo psicologo e assai spesso è difficile comprendere, in termini pratici, la differenza tra il counsellor e lo psicologo, quando essi si rivolgono all'individuo sano, per favorire la crescita personale, il benessere psichico, nelle semplici crisi dello sviluppo psicologico normale o nelle problematiche lievi.



Da: http://www.paolocascia.it/dblog/articolo.asp?articolo=25