Psicoterapia e fede cristiana


"Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi" (Salmo 1:1).
"Ah, lungi da me il consiglio degli empi!" (Giobbe 22:18).

Forti perplessità


Vi sono cristiani ed anche pastori cristiani che, per affrontare i problemi che riguardano la psiche, si avvalgono, insieme o in sostituzione del counselling cristiano, dell'intervento di psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri, e neurologi, insomma, di professionisti della mente umana, allo stesso modo in cui andrebbero a consultare un medico.

Disordini nel comportamento possono avere una causa organica (questo la Bibbia lo riconosce) cioè derivare da lesioni o danni al cervello, turmori, ritardo, ferite e diverse malattie organiche. Laddove si presentano disfunzioni organiche, è raccomandabile consultare un medico o un neurologo. Il cristiano, però, che voglia essere coerente con la concezione biblica del mondo e della vita, nutre molte e fondate riserve sul ricorrere all'aiuto di uno psichiatra o psicoterapista, anzi, lo sconsiglia.

Consultare un medico e sottoporsi alle terapie da lui consigliate, è del tutto legittimo, ma accettare che qualcuno, per quanto il mondo lo dichiari esperto nel campo, intervenga sulla nostra mente, sulla nostra psiche, sul nostro spirito è, come si dice, "tutto un altro paio di maniche", è faccenda molto delicata. Può infatti comportare serie implicazioni spirituali. Sebbene le ricerche sulla psiche umana abbiano condotto a comprendere meglio il suo funzionamento e, per affrontarne i disagi e le disfunzioni, a provare terapie talvolta efficaci, vi sono fondate ragioni per le quali un cristiano nutra forti perplessità sulla teoria e sulla pratica di questa "scienza".

Le perplessità di un cristiano evangelico, si situano a diversi livelli. In primo luogo le scienze che studiano la mente umana non sono affatto, come si dice, "scienze esatte" e vi è la netta impressione che, in questo campo, esse procedano molto "a tastoni" come chi cammina al buio. In campo scientifico, infatti, vi sono diverse "scuole di pensiero" che si occupano della mente umana, ciascuna basata su precisi presupposti filosofici, molti dei quali inaccettabili per un cristiano che intenda essere coerente con la concezione biblica del mondo. Di conseguenza, le soluzioni e le terapie che propongono sono molto discutibili e i loro effetti spesso dannosi. Non sono nemmeno tutte concordi su che cosa sia la mente e la psiche umana, che cosa debba intendersi per "disagio" o per "malattia mentale" e se, di fatto, esista, come pure quali "terapie" debbano essere applicate. Molte fra queste "terapie" sono, di fatto, moralmente e spiritualmente discutibili. Che cosa poi debba intendersi con lo stesso concetto di "normalità" o di "salute mentale" è cosa tutta da verificare. Vi è persino chi considera una malattia mentale la stessa fede cristiana o "la religione", e si propone di guarirne i pazienti così da essa "affetti"!

Ci si chiede, quindi, se davvero sia sempre una benedizione avvalersi degli "esperti" della mente, o non si corra piuttosto il rischio di mettersi nelle mani di persone che, per quanto il mondo li consideri tali, come cristiani ...non ci si possa del tutto fidare, perché si corre il rischio di essere abilmente manipolati e condotti su strade non compatibili con la fede che professiamo.

Gli psichiatri usano termini come "malattia mentale" per descrivere ciò che è prettamente di carattere invisibile e spirituale, essendone la causa ultima. Come cristiani evangelici, quindi, potremmo forse accettare che increduli, persone non nate di nuovo, o persino avverse alla fede evangelica, al cristianesimo, o alla stessa religione, siano adatti a curare problemi spirituali e soprattutto su presupposti filosofici estranei? Gesù disse di gente così: "Sono ciechi, guide di ciechi; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso" (Mt. 15:14). Inoltre lo stesso concetto di malattia mentale o disturbo mentale che essi definiscono come tale, è molto discotibile.

A chi contestasse questo dicendo che questi specialisti trattano i problemi psicologici in modo neutrale, "scientifico", pragmatico, oggettivo, risponderemmo facilmente che chi conosce e crede a ciò che afferma la Bibbia non crede affatto che nulla possa essere affrontato in modo neutrale ed oggettivo, ma che sempre sarà condizionato dallo stato degli "occhi" di chi osserva queste questioni.

Vedi: Esiste la malattia mentale?


Una falsa pretesa


La psichiatria moderna, in tutte le sue versioni, è radicata in una falsa pretesa: che l'uomo possa trovare in sé stesso, nelle sua risorse, osservazioni o scoperte la soluzione ai suoi problemi.

A molti psicologi (sia cristiani che non cristiani) viene insegnato che è l'assistito a determinare da sé le risposte che dovrà dare al suo problema, che essi devono essere "neutrali" e che loro dovere sia solo riflettere le domande che gli vengono poste affinché sia l'assistito a trovarne da solo la risposta. Il presupposto, quindi, è che l'uomo stesso possa risolvere i suoi problemi, basta solo che gli siano dati gli strumenti adatti. Questo modo di pensare, però, non è biblico.

Dire all'assistito, per esempio, "va dove ti porta il cuore", "fa quello che ti rende più felice" o cose del genere, si risolverà solo in patetiche illusioni e delusioni, perché la Scrittura afferma: "Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?" (Gr. 17:9). Seguire quello che suggerisce "il cuore" si rivelerà solo seguire gli istinti e le voglie di quella che la Bibbia chiama "carne", cioè la propria natura non rigenerata. Il risultato non potrà che essere, così immorale rispetto alla legge rivelata di Dio, che deve sempre essere la nostra guida, anche (e soprattutto) quando sentiamo una naturale ribellione ad essa.

Il counselling biblico è differente. Esso si rende conto che l'uomo non può risolvere da solo i suoi problemi proprio perché il suo cuore è contaminato dal peccato. Mentre il counselling secolare passa mesi nel cercare di determinare "perché" un particolare problema stia avvenendo, "perché" il cliente si sta comportando in quel modo, il counsellor biblico non deve chiedersene il perché. Di fatto, ne sappiamo il perché. L'uomo è peccatore. La Bibbia ci dice: "Non c'è nessun giusto, neppure uno" (Ro. 3:10); "tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Ro. 3:23). Proprio perché questa premessa è radicata nella Parola di Dio, per aiutare il nostro counsellee a guarire possiamo prendere una via differente.

Il peccato


Tutti i problemi di questo mondo sono, in ultima analisi, causati dal peccato, nostro, di altri, oppure strutturale. Dio aveva creato il mondo e quanto esso contiene "molto buono". Divenne "cattivo" solo quando fu trascinato via dalla conformità alle leggi di Dio.

Se non ci fosse il peccato, non ci sarebbero problemi, nessun male. Il peccato, però, esiste, o nella nostra vita o in quella di coloro che stanno attorno a noi, ed è l'effetto del peccato che deve essere trattato se deve avvenire la guarigione. Non c'è altra soluzione che possa funzionare perché questa è la sola ragione, nella Bibbia, per cui esiste squilibrio, ingiustizie e sofferenze.

Molti fra i disturbi della mente e del comportamento, la Bibbia li considera "opere della carne", peccati di cui prendere coscienza, considerare come tali, e dai quali ravvedersi con il metodo e le risorse dell'Evangelo. Si consideri, per esempio, questo elenco: "Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio" (Ga. 5:19-21). Questi comportamenti causano disturbi emotivi che possono essere superati solo affrontandone il problema alla radice, cioè il peccato. Come si possono risolvere questi problemi con l'aiuto della psichiatria quando essa stessa nega il concetto stesso di peccato?

La Parola di Dio dice: "Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della carne" (Ga. 5:16). I "desideri della carne" sono problemi che possono essere affrontati quando lo Spirito Santo viene in noi e non con chissà quale tecnica psichiatrica. Non si possono slegare i problemi della mente da quelli dello spirito, anzi, nemmeno quelli del corpo sono separabili da quelli dello spirito, perché siamo un tutt'uno. Non si può scindere il trattamento dello spirito umano nei termini approvati da Dio nella Sua Parola, dai disturbi in altri settori del nostro essere. Se pretendiamo di distinguere questi settori, manchiamo di discernimento biblico e giudichiamo "secondo l'apparenza": "Non giudicate secondo l'apparenza, ma giudicate secondo giustizia" (Gv. 7:24). "E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento" (Fl. 1:9).

Ciò che fa un counsellor biblico è ciò che Dio ha comandato ai cristiani di fare da quando il Suo Figlio è venuto nel mondo, cioè cercare le risposte dei problemi che incontra nella Parola di Dio. Dobbiamo credere che 2 Timoteo 3:16 è un'affermazione verace. Insegnare, riprendere, correggere, educare alla giustizia, è esattamente ciò che fa un counsellor cristiano, anzi, questo è il senso stesso della parola che rendiamo come counsellor, cioè consigliere, dare consigli nel dirigere il giudizio di un altro.

Dato che ogni disturbo è connesso con il peccato (proprio o altrui), la risposta ad esso va cercata in Dio, non nella teorie della psicologia. Come potrebbe una persona perduta e che non crede nel Dio della Bibbia, Colui che ha creato ogni fibra del suo essere, avere delle risposte sulla guarigione degli effetti del peccato nella nostra vita? Perché mai dovremmo cercare risposte presso una persona del genere? Non è forse questa la funzione che deve svolgere un pastore cristiano? Non bisognerebbe forse trovare risposte nella chiesa invece che in qualcuno che non vi appartiene e che potrebbe nemmeno credere in Dio?

Coloro che si avvalgono di precetti psicologici secolari come la radice del loro counselling, invece che principi biblici (siano essi cristiani oppure no) passeranno mesi ed anni realizzando molto meno di quanto un counsellor biblico potrebbe risolvere molto più rapidamente affrontando il problema alla radice. Il problema non è che la gente "elabori" i loro problemi o facciano qualche "gioco di ruolo" o "rivivano" l'abuso che hanno subito. Il problema è che siamo corrotti dal peccato. Facciamo ciò che danneggia gli altri. Reagiamo a cose che ci accadono in modi peccaminosi.

Ciechi che guidano altri ciechi


Affidare la propria mente, anima, spirito o psiche, che dir si voglia, alle "cure" di una persona che non conosca, condivida o persino sia avverso alla concezione biblica dell'essere umano, alla sua condizione ed alla via che Dio ha provveduto per salvarla da ciò che Egli considera il male è decisamente assurdo. E' come se volessimo sottoporci ad operazioni chirurgiche e ne affidassimo il compito a qualcuno assolutamente incompetente a farlo o dalle idee assolutamente folli su che cosa sia la malattia o come si possa curarla. Vorremmo essere curati da persone la cui condizione mentale e spirituale di fronte a Dio è altrettanto malata? "Medico, cura te stesso", direbbe la Bibbia, "I maghi non poterono presentarsi davanti a Mosè, a causa delle ulceri, perché le ulceri erano sui maghi come su tutti gli Egiziani" (Es. 9:11).

La Scrittura dice: "Beato l'uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi" (Salmo 1:1); "Ah, lungi da me il consiglio degli empi!" (Giobbe 22:18). "Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo?" (1 Co. 1:20). Palesemente "empi" infatti sono, per esempi, i "consigli" di coloro che seguono le concezioni basate sul modello freudiano, o una qualche sua modifica. "Empi" sono i "consigli" di chi segue le concezioni junghiane basate su concezioni religiose estranee alla fede biblica. "Empi" sono i "consigli" basati su concezioni umaniste o evoluzioniste che, negando la degradazione dell'essere umano dovuta al peccato, "non giudicano" il comportamento umano raccomandando ciò che la Parola di Dio considera immorale e riprovevole. "Empi" sono i "consigli" di coloro che vorrebbero guidare il loro "paziente" a trovare in sé stesso la risposta ai suoi problemi. La concezione biblica, al contrario, legittimamente giudica, discerne e dirige la persona a conformarsi alla precisa volontà di Dio. Compito del dialogo con lo psichiatra è quello di ristrutturare il pensiero del suo paziente, ma su quali presupposti e con quali criteri, rispetto a quale immagine dell'essere umano?

Come considera la Bibbia questa "sapienza umana"? Quando Paolo predica la salvezza /guarigione dello spirito umano in Cristo, egli scrive: "la mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza, affinché la vostra fede fosse fondata non sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio" (1 Co. 2:4,5). La Scrittura ci ammonisce espressamente dal divenire preda della filosofia umana: "Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del mondo e non secondo Cristo; perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità; e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza" (Cl. 2:8-10).

Affidarsi a manipolatori della mente?


Che dire poi delle terapie basate su ipnosi, elettroshock o l'uso di psicofarmaci che, alterando il comportamento della mente spesso ne pregiudicano il discernimento e la rendono succube alla volontà di altri? "Le medicine psichiatriche sono indegne, e la maggior parte di loro è dannosa. Molte causano danni permanenti del cervello anch alle dosi consuetamente prescritte. Le medicine psichiatriche e la professione che le promuovono sono dei pericoli alla salute". L'uso di farmaci per cambiare, modificare o controllare il comportamento umano invece che promuovere l'autocontrollo biblico non vuol dire altro che far uso di "un dio chimico" invece che la semplice ubbidienza ai comandamenti del vero Dio quando il paziente non soffra di disfunzioni organiche. L'uso di sostanze chimiche per controllare la mente è chiamato dalla Bibbia "stregoneria", traduzione inadeguata dell'originale greco "pharmakeia", peccato che la Bibbia predice aumenterà molto negli ultimi tempi. "...idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte" (Ga. 5:20); "...Non si ravvidero neppure dai loro omicidi, né dalle loro magie" (Ap. 9:21); "...tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie" (Ap. 18:23); "...Ma per i codardi, gl'increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda" (Ap. 21:8); "Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna" (Ap. 22:15). L'uso di psicofarmaci per produrre un comportamento docile, cooperativo e pacifico era tipico, infatti, nelle dittature come il comunismo dove i dissidenti venivano considerati "malati di mente" e inviati in cliniche psichiatrice e in centri di "rieducazione". Non è un caso che questi regimi considerassero confacente alla loro ideologia i concetti atei freudiani. Oggi sta diventando pure molto attuali le terapie basate su concetti evoluzionisti della mente umana che considerano la stessa religione ed espressamente il cristianesimo come un "virus della mente" da estirpare con terapie appropriate [vedi la discussione sulla memetica].

Sull'uso ed abuso sempre più frequente oggi di psicofarmaci sopratutto sui bambini, vedi qui.
Vedi anche: Psychiatric Drugs: Cure or Quackery? [esiste la traduzione italiana ma è molto cattiva].

Ogni verità viene da Dio?


Vi è chi contesta questa nostra posizione radicale affermando che la psichiatria come scienza studi il funzionamento del nostro cervello e trovi, in ogni caso, dati oggettivi, verità, indipendentemente dal fatto che l'analista stesso sia un credente oppure no. C'è però una grande differenza fra verità "spirituali" e verità "fisiche". Le verità "fisiche" sono quelle leggi e principi tangibili, verificabili in laboratorio, che Dio ha posto nel creato. Alcuni esempi di queste leggi sono e verità sono: la gravità, la termodinamica, la stuttura atomica e molecolare, verità mediche che spiegano malattie organiche, il funzionamento del nostro corpo, dei suoi organi, i sistemi circolatori e respiratori, ecc. Ovviamente la Bibbia non si interessa a verità fisiche di per sé stesse.

La Parola di Dio si interessa della rivelazione di verità spirituali, concetti che L'UOMO NON PUO' scoprire da solo e di cui deve ricevere per RIVELAZIONE, verbale e letterale, da Dio, come: chi è Dio, il Suo creato, l'essenza della creatura umana e la sua condizione, la via che porta alla salvezza, in particolare l'anima e lo spirito umano, le forze personali e spirituali che influiscono su di esso ecc. Credere, però, che si possa ottenere da fonti extra-bibliche (cioè da atei, agnostici e umanisti) nuova conoscenza (verità che non si trovano nella Parola di Dio) che possano aiutare l'umanità nella ricerca di amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo ecc. è veramente assurdo. Queste cose, che praticamente ogni essere umano ricerca, sono elencate in Galati 5:22,23. Dio ci dice che queste "emozioni" o comportamenti sono realizzati "camminando nello Spirito". Esse non possono essere conseguiti ...andando nello studio di uno psicanalista, nonostante tutte le sue teorie, speculazioni, farmaci, ipnotismo ed elettroshock...

Dio ci comanda di "non metterci con gli infedeli" sottoponendoci a "un giogo che non è per noi". Infatti: "quale relazione c'è tra il fedele e l'infedele? E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? E che armonia c'è fra il tempio di Dio e gli idoli? ... Perciò, uscite di mezzo a loro e separatevene, dice il Signore, e non toccate nulla d'impuro; e io vi accoglierò" (2 Cor. 6:14-18). Le cosiddette "verità" della psicanalisi e della psicologia non sono né "nuove rivelazioni" né speciali introspezioni mancanti nella Bibbia, ma idee distorte e influenzate da presupposti alieni, mezze-verità, talvolta strappate dalla Bibbia stessa, distorte e presentate come "nuove verità". Non devono essere confuse con fatti medici ma teorie e credenze di ricercatori atei. "Dio non è un Dio di confusione" (1 Co. 14:33).

Queste "scienze" non hanno "nuove verità" da offrire, per quanto "solletichino le orecchie" (2 Ti. 4:3,4) e non possono essere considerati "nuovi rivelatori" o possessori di "conoscenze" celate agli scrittori biblici. Si potrebbe applicare a questi psicanalisti ciò che l'apostolo Pietro scrive. Essi infatti parlano di "...cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione". Facciamo dunque bene a prestare ascolto all'esortazione che dice: "Sapendo già queste cose, state in guardia per non essere trascinati dall'errore degli scellerati e scadere così dalla vostra fermezza" (2 Pi. 3:16,17).


Un altro falso vangelo?


Per quanto possa sembrare ad alcuni duro e radicale, un cristiano che fondi la sua fede e la sua condotta sulla Bibbia considera la psichiatria un altro "falso vangelo" ed i cristiani che la sostengono, semplicemente sviati. Efesini 5:6-11 dice: "Nessuno vi seduca con vani ragionamenti; infatti è per queste cose che l'ira di Dio viene sugli uomini ribelli. Non siate dunque loro compagni; perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce - poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità - esaminando che cosa sia gradito al Signore. Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele". Freud e compagni hanno forse verificato se le loro verità fossero "gradite al Signore"? Come potremmo mai avvalerci delle loro "scoperte" senza verificare se queste idee sono gradite al Signore?

Parlando delle "cose nascoste" della sapienza di Dio (citate in 1 Co. 2:7-9), Paolo prosegue e dice: "A noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito, perché lo Spirito scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio". Le verità di Dio sono state rivelate, quindi, a noi e non a Freud!

Paolo continua e dice: "Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio" (1 Co. 2:11). Come potrebbe Freud o altri come lui fornirci di "nuove idee" quando chiaramente la Bibbia dice che le "cose di Dio" ci sono rivelate dallo Spirito di Dio? Pensare che lo facciano persone non rigenerate è follia.

Ancora è scritto: "Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate; e noi ne parliamo non con parole insegnate dalla sapienza umana, ma insegnate dallo Spirito, adattando parole spirituali a cose spirituali" (1 Co. 2:12,13). Non è forse qui di chiarezza cristallina che non vi possono essere psicologi, psicoterapeuti e altri che possano intendere le cose profonde di Dio e dell'uomo? Infatti: (1 Co. 2:14). Siamo di fronte soltanto a edifici intellettuali magari affascinanti, ma del tutto fantasiosi e non corrispondenti alla verità, autentica "fantapsicoanalisi". Prendere queste cose sul serio significa solo essere sviati, portati su sentieri rovinosi. Noi, però, "l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente "abbiamo la mente di Cristo" (1 Co. 2:16). Avremmo forse anche bisogno della "mente di Freud" o di gente come lui?

Qualunque ne siano le ragioni, le idee e le pratiche della psicologia e della psichiatria devono essere valutate molto attentamente e sono spessop da respingere. Il consiglio di Giosuè è appropriato a questo riguardo: "Dunque temete il SIGNORE e servitelo con integrità e fedeltà; togliete via gli dèi ai quali i vostri padri servirono (...) E se vi sembra sbagliato servire il SIGNORE, scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il SIGNORE" (Gs. 24:14,15).

Riappropriarci della cura dell'anima


In generale è possibile dunque affermare che i cristiani debbano riappropriarci della cura spirituale delle anime, che è stata usurpata da idee e pratiche atee ed umanistiche. Per altro, i cristiani non sono i soli a criticare radicalmente certe teorie e pratiche della "scienza psicanalitica". L'arroganza degli "specialisti della mente" produce, infatti, spesso orrori ed è diventata pure un'industria molto lucrativa.

La psichiatria continua a giustificare le sue teorie e speculazioni al riguardo di problemi comportamentali, come "malattie" includendole nelle categorie organiche e fisiche chiamate il "modello medico". L'uso che fanno molti psichiatri del "modello medico", però, è stato anche molto criticato dal campo stesso della psichiatria, come, ad esempio, da Szasz, Laing, Fouchault, Liefer, Torrey, Coles, Albee, Ryan,.Sarbin, Sheff, Goffinan, ed altri. Vi sono pure associazioni anti-psichiatriche come la "Coalizione anti-psichiatria" [http://www.antipsychiatry.org/italiano.htm] o la Federazione antipsichiatrica [http://www.ecn.org/antipsichiatria/home.html]. Vedi: Esiste la malattia mentale?

Abbiamo bisogno di competenti pastori e counsellor cristiani che sappiano trattare i problemi dell'anima (nel senso vasto del termine) nel quadro della concezione biblica del mondo e della vita senza fare compromessi con teorie psicanalitiche basate su presupposti sbagliati. Dobbiamo respingere i "falsi pastori" (Ez. 34:8) che hanno usurpato il ruolo del vero Pastore e della Sua Parola e ritornare alla Bibbia come guida per risolbere i problemi dell'anima, cercando in ogni cosa di compiacere il Signore Iddio. "Poiché eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime" (1 Pi. 2:25).

Come cristiani, quindi, dobbiamo avere gli occhi ben aperti valutando attentamente con criteri biblici ciò che ci viene sottoposto e spesso imposto come verità "scientifica". Dobbiamo usare senso di discernimento, che è dono di Dio, e vagliare attentamente ogni cosa, esaminando anche ciò che nello stesso mondo viene contrapposto criticamente a queste ideologie e pratiche.



Vedi anche: