Gli psicofarmaci


Sostanze chimiche di diverse specie, naturali o sintetiche, che nei loro effetti principali sono psicotrope, cioè agiscono sul sistema nervoso centrale (SNC), producendo mutamenti del comportamento e delle esperienze interiori, attualmente in prevalenza reversibili.

Neurofisiologicamente essi agiscono in gran parte selettivamente nelle diverse zone del SNC (p.es. sistema limbico, sistema reticolare, talamo, corteccia cerebrale) e interagiscono con diverse sostanze neuroumorali.

Psicologicamente ne sono interessati soprattutto gli aspetti motivazionali ed emozionali dell'apprendimento e della memoria, nonchè quelli integrativi del comportamento.

Gli psicofarmaci vengono suddivisi grosso modo, in base a criteri psicologici e clinico-terapeutici, in: ipnotici, stimolanti, neurolettici, antidepressivi, tranquillanti e psicotomimetici.






  • Psicofarmaco, sm. qualsiasi farmaco in grado di agire sulla psiche di un individuo modificandone l’umore, lo stato d’animo, il comportamento (e tali sono ad es. i sedativi, i tranquillanti, gli ansiolitici, gli antidepressivi, ecc.)
  • Psicotropo, agg. di farmaco o sostanza, che agisce sulla psiche di un individuo modificandone l’umore, lo stato d’animo, il comportamento, ecc